Piz de Mucia SA1 2020

Abbiamo chiesto ad un nostro allievo di scrivere le sue impressioni della gita di domenica scorsa; ringraziamo Giuseppe Tremari per il racconto. 😁

Domenica 23 febbraio abbiamo affrontato la quarta uscita pratica. Destinazione San Bernardino, il nostro obiettivo è il Piz de Mucia, una bella salita da 1.200 mt.

La giornata presenta un tempo variabile e il clima molto dolce. Oramai gli Allievi hanno preso dimestichezza con l’attrezzatura. All’arrivo, si formano rapidamente i Gruppi e si parte. Saliamo veloci e ci inoltriamo nel bel vallone dell’Alp Vigon. WhatsApp Image 2020-02-23 at 16.18.18L’obiettivo della giornata è l’applicazione dei criteri di riduzione del rischio valanghe; la considerazione dei fattori di rischio e l’osservazione del manto nevoso; nonché la scelta della traccia.

Il Gruppo si allunga, formando un biscione che serpeggia, ognuno con il proprio ritmo.

Dopo una prima salita, la parte centrale del Vallone ci permette di riprenderci con un bel falso piano. Sulla nostra sinistra si staglia la cresta del Pan de Zucher.

La neve appare bella, in alcuni punti un po’ crostosa. Ci impegniamo a ricercare la massima adesione delle pelli al manto nevoso e la salita non presenta particolari problemi. L’ultima parte, alquanto ripida, ingaggia gli Allievi, in una serie di conversioni a monte, le famose pertichette, alcune particolarmente impegnative.

Proseguiamo puntando decisi al fondo della valle, dove ci aspetta un ripido strappo che ci porterà ai 2.957 m nei pressi di un pietrone sotto la vetta, il nostro deposito sci. Finalmente la nostra meta.

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La vista è splendida, peccato che il sole si faccia desiderare. Una breve pausa per riposare e rifocillarci ed è ora di scendere.

Sciamo a gruppetti sparpagliati, ricompattandoci regolarmente ogni tot. La neve morbida, in alcuni tratti è talmente bagnata che sembra di sciare sul vinavil. 😬

E’ il momento di ripassare la tecnica di discesa e gli Istruttori si prodigano nelle spiegazioni, in particolare sulla posizione del corpo e i movimenti delle gambe.

La sciata è comunque bella, su pendii che offrono varie difficoltà. In breve tempo raggiungiamo le auto. La giornata è stata faticosa ma piena di soddisfazioni. 😁

La stanchezza si fa sentire, unitamente all’euforia di aver fatto una bella gita. Dalle auto spuntano delle bottiglie di prosecco: Giuditta compie gli anni e il Gruppo si sente in dovere di festeggiare adeguatamente. 🎂

Giuseppe Tremari

 

Metà corso SA1 2020

49543926693_6a99146d66_cOrmai gli allievi hanno imparato a metter le pelli, calzare gli sci e fare il group check alla partenza; ci si può quindi rivolgere ad altri aspetti del progredire in montagna sulla neve con gli sci.

La gita di domenica 16 febbraio allo Julierpass è stata dedicata a saper individuare il percorso migliore per la salita, impostare la giusta pendenza della traccia, scegliere la direzione più idonea e soprattutto arrivare a destinazione guardando la cartina e il percorso che si sta facendo.

Gli allievi divisi in piccoli gruppetti si sono quindi cimentati, a turno, nel valutare la macro e micro traccia, ponendosi degli obbiettivi da raggiungere man mano che si sale e, valutando nel corto raggio, dove mettere gli sci per eseguire le famose pertichette.

La valle che affrontiamo ha pendenze dolci e un lungo pianoro ci da modo di camminare fianco a fianco, per poter chiacchierare e conoscerci meglio.

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49544292131_ce9a6d537b_cIn breve però ci avviciniamo all’ultima rampa che ci porterà in vetta al nostro Corn Suvretta.

Li le pendenze si fanno più sostenute e i dietro front si seguono uno dopo l’altro.

WhatsApp Image 2020-02-16 at 21.11.58Ad un certo punto il canale si stozza e, Olivio che davanti conduce la comitiva, suggerisce di levare gli sci per evitare di passare nel centro di un sospetto accumulo da vento. Passiamo quindi a sinistra dall’ambiguo pericolo, poco dopo rimettiamo gli sci e in breve conquistiamo i 3071m della vetta.

La vista spazia tutt’intorno su bellissime montagne innevate: mangiamo un boccone, facciamo una foto e ci organizziamo per la discesa.

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La parte alta si rivela divertente, anche se la neve non è così facile da sciare, ma qualche bella curva, in questa stagione avara di precipitazioni, riusciamo comunque a farle.

Ricompattiamo il gruppo proprio fuori dalla prima ripida rampa e di nuovo ci si sparpaglia;  istruttori davanti seguiti dagli allievi, per tornare in un batti baleno tutti contenti alle macchine.

Seconda puntata in Valgerola

Test gruppo.jpgIl corso prosegue con la prima vera gita: facile salita al Monte Salmurano con 800 e rotti metri di dislivello. 💪🏻

Arriviamo presto al parcheggio delle funivie di Pescegallo, ma già ci sono molte auto; più tardi, al nostro rientro, le vetture parcheggiate saranno fino oltre l’ultimo tornante.

Gli allievi si dividono in piccoli gruppetti capeggiati da un paio d’istruttori ciascuno e, fatto il group-check ARtVA, cominciano a salire la prima rampa, dove la neve dura mette i nostri scialpinisti in erba sull’attenti! Non essendo un punto pericoloso, decidiamo che i rampanti non siano necessari e stimoliamo quindi i nostri discenti a perfezionare la tecnica di salita.

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Durante la salita ci fermiamo più volte per esercitarci con bussola e cartina, per metter in pratica le nozioni imparate in settimana. ☝🏻

In breve la stradina è percorsa e ci infiliamo fra i paravalanghe, seguendo un percorso più diretto e quindi più ripido, che darà la possibilità di cimentarsi in cento pertichette (noi chiamiamo così le conversioni) e altrettanti passi di giro, per fare pratica.

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L’arrivo al colle prima della vetta impegna certi allievi, chi più chi meno, ad un ultimo sforzo: per molti è la prima vera salita sci alpinistica e, per quelli meno allenati, gli 800 m cominciano ad essere davvero tanti. Comunque sia tutti raggiungono la cima, mentre a N le nuvole hanno cominciato a scavalcare la cresta principale delle Alpi in uno sfondamento da settentrione.

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A metà della discesa il gruppo si ricompatta alle Foppe di Pescegallo, dove due campi di ricerca aspettano gli allievi per l’esercitazione odierna: trovare un sepolto con l’ARtVA e disseppellirlo con il metodo del nastro trasportatore.

Sotto la neve, ad una profondità di 1,30m sono stati nascosti due zaini che vengono traguardati dai cercatori in pochissimo tempo; si montano quindi le sonde e uno ad uno gli allievi imparano a “sentire” il target del travolto sotto la neve. WhatsApp Image 2020-02-02 at 18.13.23

Inizia lo scavo con tre spalatori che si scambiano di ruolo ogni 2-3’ e ricevono il cambio da chi è rimasto fuori, per permettere a tutti di cimentarsi con la pala nella neve.

Lo zaino viene liberato in circa 15’, quindi l’obbiettivo è pienamente raggiunto! 👏🏻

Riaccendiamo gli ARtVA, controlliamo tutti con un cancelletto prima di ributtarci nella discesa e in meno di mezz’ora siamo di ritorno alle auto.

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Allievi tutti soddisfatti per la conquista della vetta odierna e per l’esperienza di scavo vissuta. 😁

Ci ritroviamo a valle per un non veloce pranzo 😱, dandoci appuntamento in settimana per la prossima lezione teorica.

1ª uscita corso SA1 2020

Al’8 gennaio, dopo il periodo di festività natalizie, presso la sede CAI Asso, si è dato il via al XXV° corso di scialpinismo SA1.

18 allievi entusiasti e motivati, hanno cosi iniziato il cammino per diventare scialpinisti autonomi.

Nella prima lezione teorica, Riccardo Ugo, direttore del corso, ha spiegato il materiale tecnico e l’abbigliamento necessario per praticare questa disciplina.

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Nella Seconda lezione teorica, Oscar Gilardoni è entrato nei temi principali dello scialpinismo, Neve e valanghe.

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Nella terza lezione, Roberto Guffanti ha trattato l’argomento del funzionamento e l’utilizzo del sistema di ricerca dei travolti in valanga in classe e, uscendo nel parco poi, ha fatto fare degli esercizi a “secco” agli allievi per farli prendere dimestichezza con l’ARtVA.

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La prima lezione pratica di domenica di 26 gennaio presso la skiarea Chiesa in Valmalenco, prevedeva la valutazione degli allievi nella tecnica di discesa, in pista e in fuori pista.

Divisi in gruppetti, si è potuto lavorare sulle impostazioni di base nella discesa con gli sci;

  • curva condotta corto raggio, eseguita a velocità controllata in un corridoio di circa 3 m
  • curva condotta medio raggio, eseguita a velocità controllata in un corridoio di circa 5-7 m
  • curva condotta ampio raggio, eseguita a velocità controllata cercando di occupare tutta la pista
  • tecnica di discesa in fuori pista, adottando i principi base della discesa in pista
  • per i più bravi, la tecnica per poter affrontare pendii ripidi tra ostacoli imminenti, la curva saltata.

Finita la la lezione in pista, è poi arrivato il momento di dedicarci alla tecnica di salita, così dopo una pausa per riprendere le energie, ci siamo ritrovati tutti nella parte superiore della seggiovia Bocchetta del Torno per dirigerci verso il Sasso Nero.

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Messe le pelli, si è provveduto al test di gruppo, per vedere se tutti avessero messo il proprio dispositivo ARtVA in trasmissione.

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Sempre divisi in gruppetti, abbiamo provato le varie tecniche di progressione: far scivolare lo sci con le pelli, il cambio di direzione per mezzo dell’apertura di punta o di coda e, con l’aumento della pendenza, la successione di movimenti per eseguire un passo di giro, un passo di giro evoluto, un passo di giro infilato.

Raggiunto un tratto ghiacciato che culminava verso una bocchetta, si è potuto mettere i rampanti per far provare la progressione con essi.

Terminata la lezione di tecnica in salita, il nostro programma prevedeva un’ultimo tema della giornata, la ricerca di un dispositivo ARTVA sepolto sotto la neve.

Completiamo la giornata facendo una bella sciata in pista fino a raggiungere S. Giuseppe.

Complimenti a tutti!

5° uscita corso AR1

Siamo ormai agli sgoccioli per il nostro corso di alpinismo su roccia AR1…

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un tiepido sole ottobrino ha coronato due belle giornate d’autunno sul Gneiss compatto della Rocca Sbarua.

Il sito d’arrampicata si trova sul versante sud del Monte Freidour nel comune di Frossasco.

Il toponimo significa roccia che spaventa.

Alla base del sito si trova il rifugio Melano, dove abbiamo soggiornato divinamente 🙂

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La palestra di roccia è utilizzata fin dagli albori dell’alpinismo dagli appassionati di Torino e dintorni, tra cui nomi come Gabriele Boccalatte, Giusto Gervasutti, Gian Piero Motti e Gian Carlo Grassi.

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La falesia presenta oltre 100 vie di arrampicata, di lunghezza variabile tra i 20 ed i 200 metri, con difficoltà che partono dal 3+ ed arrivano fino a vie ancora da liberare per le quali si parla di 8ª o superiore.

complimenti a tutti!!!

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alla prossima 🙂

4ª uscita corso AR1

Domenica 4 settembre,

Grigna meridionale, o Grignetta -2184 mt- fá parte del gruppo delle Grigne, compreso tra Valsassina ad est ed il lago di Como ad ovest.

È caratterizzata dal caotico settore occidentale disseminato di innumerevoli guglie e torrioni, che si elevano da ripidi costoni separati da profondi canali.

La sua roccia di qualità calcarea non è omogenea… sezioni dove é favoloso, solidissimo e ben lavorato, si alternano a zone instabili e pericolose…

Frequentatissima da moltitudini di scalatori lungo le sue vie più rinomate, dove si rischia di trovare parecchio affollamento…

su molti itinerari al contrario ci si trova immersi in situazioni molto più avventurose!

Nomi importanti dell’alpinismo Lecchese, Lombardo, Italiano e perché no anche straniero! Si sono cimentati su questo calcare che strega e ti rapisce 😍

Oggi i nostri allievi hanno provato queste sensazioni… tempo nebbioso, tipico dell’inizio dell’autunno.

Avvicinamento alle pareti sotto un cielo minaccioso… prepararsi alla salita con il dubbio di dover scappare per l’arrivo della pioggia.

Ma poi magicamente, sbuca un pallido sole dalle nuvole ⛅️ facendo tornare il sorriso e la voglia di spingersi ancora più in alto 🥰

Complimenti a tutti

Da oggi siete stati stregati anche voi 😉

2ª uscita corso AR1

La seconda uscita del nostro corso ci ha portati nello stupendo scenario dell’alta Val Masino,

sulle cui pareti si sono cimentati e misurati negli anni generazioni di alpinisti.

Il nostro punto di appoggio è il rifugio Omio, luogo accogliente e strategico per affrontare le salite sulle cime circostanti.

Il primo giorno, partendo dai bagni di Masino, raggiungiamo di buon passo il rifugio…….anche se molti allievi frequentano già la montagna, si sono accorti che il peso dello zaino non è certo lo stesso con corde ed attrezzature varie!!

Dopo aver mangiato qualcosa ci spostiamo nei pressi di una delle pareti attrezzate nelle vicinanze del rifugio, dove rivediamo le varie manovre di corda, le soste, e soprattutto la tecnica di progressione.

Il granito infatti richiede spesso una buona confidenza con l’arrampicata in aderenza e in fessura, cosa che si apprende esclusivamente con l’allenamento.

Dopo aver passato la notte nel comodo rifugio,

l’indomani la sveglia suona presto e dopo colazione tutti partiamo di buon ora per evitare di fare troppo tardi la sera.

Le varie cordate si dividono tra la Punta Milano e la Sfinge, affrontando itinerari di varie difficoltà ma comunque tutti molto alpinistici…….anche gli allievi si sono resi conto che oltre al “grado”, in certi ambienti bisogna fare i conti anche con le protezioni piuttosto rare, la possibilità di piazzarne altre, avere cibo e acqua sufficienti, portare vesti adatti ad ogni evenienza, le ore di luce, il caldo, il freddo, la rapidità con cui queste cose cambiano, e non meno importante…..la possibilità di tornare indietro! 

Tutto si svolge come da programma, ed è ormai pomeriggio inoltrato quando ci troviamo per l’ultima volta al rifugio per rifare gli zaini, magari mangiare qualcosa e ripartite per il fondovalle.

Sui tanti volti stanchi non manca mai il sorriso.

 

 

Andrea De Marco,

Direttore del corso

1° uscita corso AR1

Sono stati due giorni intensi, quelli di sabato e domenica, che hanno visto impegnati i nostri allievi sulle pareti del gruppo dei Campelli ai piani di Bobbio.

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Nonostante per alcuni fosse la prima esperienza sulla roccia, hanno dimostrato interesse e voglia di imparare!

Le condizioni meteo ci hanno concesso il bel tempo solamente il sabato, giornata che abbiamo sfruttato a pieno facendo prima un po’ di prove di salita alla falesia delle marmotte, vedendo nel dettaglio come funziona una progressione in cordata su una via di più tiri.01838735-ad1e-4b69-885a-e8d6d11d0c38.JPG

E’ stato poi il momento della via vera e propria: le cordate si sono divise su vari itinerari dello Zucco Pesciola…….per molti la prima via!95d1cbe3-1cba-4f6a-b4c3-356e9d4ba803.JPG

L’indomani il maltempo non ci ha lasciato altra scelta che scendere a valle, dove alla prima occhiata di bel tempo ci siamo spostati alla casa delle guide di Introbio per rivedere e ripetere le varie manovre, i nodi, le soste e la discesa in corda doppia.

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Un inizio niente male per i nostri allievi, ma anche loro sanno che la strada (o la via) da percorrere è ancora lunga!

Andrea De Marco,

direttore del corso

Val Formazza per chiudere SA1 2019

Con questo bellissimo fine settimana di sole in val Formazza, si conclude con successo il corso base 2019.

Foto di gruppo

Con il corso avanzato arriviamo al rifugio Margaroli, veloce pranzo e pomeriggio didattico con simulazione di autosoccorso in valanga.  Il gruppetto di allievi, mandati in confusione da un istruttore che simula supestite in panico, estraggono con successo entrambi gli ARtVA sepolti.

Non mancano di certo gli errori, ma d’altronde è per gli allievi del corso base, questa è la prima “vera” esperienza da autogestire.Cena prelibata

Cibo ottimo al Margaroli e finita la cena tutti a nanna.

Al mattino i primi partono all’alba, mentre noi ce la prendiamo con comodo e partiamo verso le 8:30.

La neve sulla prima rampa che sale al passo di Nefelgiù è dura e tutta rovinata da passaggi precedenti; chi ha messo i rampanti (per la prima volta in tutto il corso) valuta che, la noia di averli ai piedi viene del tutto dimenticata dalla sicurezza che invece ti trasmettono nel progredire sul difficile!

La nostra vetta

Saliamo fino ad una bella cimetta (2735m) vicino al passo di Nefelgiù prima di buttarci nell’omonimo canalone.La bellissima discesa

Di lassù riusciamo a godere un magnifico panorama verso S e scorgiamo pure in nostri amici più esperti del corso avanzato che, in sincronia con noi, arrivano in vetta alla Punta d’Arbola.

Stretta di mano con tutti e giù verso il lago di Morasco e poi Riale e la meritata birra.

Arrivederci a presto ancora con noi per altre bellissime avventure.